Come sono andati i VIA 2026?
Chi ha vinto, ma non solo
Con l’assegnazione del premio di Migliore Videoclip Italiano a Maledetta rabbia, già vincitore del premio di Migliore Videoclip Pop, si è conclusa venerdì scorso la quinta edizione dei Videoclip Italia Awards, condotta splendidamente da Cecile B.
Il nostro premio raggiungeva il lustro celebrando il lavoro dei Broga’s in una serata in cui grandi protagonisti sono stati anche Enea Colombi (Regista dell’anno, più altri tre premi per i suoi videoclip) e Tommaso Ottomano (vincitore, tra le altre cose, del Premio Billboard), purtroppo assente per un piccolo problema di salute.
La lista completa dei vincitori è consultabile sul nostro sito, mentre qui c’è l’articolo uscito sul nostro webmag con un breve riepilogo della serata.






Sono inoltre disponibili sul nostro sito le foto della serata, a cura di Fabrizio Martelli e Gaetano Antonino, che documentano anche i live showcase di Scintilla e Verosimile, una delle grosse novità di questa edizione.
Ma che newsletter sarebbe senza contenuti esclusivi? Ecco quindi una selezione di foto brutte che ho fatto col mio telefono:




La Masterclass di Enea Colombi
Tutto era cominciato già mercoledì 27 perché, per l’appunto, per la prima volta l’evento è stato spalmato su tre giorni. A inagurare la rumba, è stato Enea Colombi con una masterclass rivolta agli studenti delle scuole di cinema milanese - Civica, NABA, IULM e Mohole - presso la sede del nostro sponsor Trans Audio Video.
In poco più di un paio d’ore abbiamo ripercorso la carriera di Colombi, dagli esordi (veri) nelle discoteche di provincia a quattordici anni fino all’ultimo videoclip per Blanco ed Elisa, mettendo in mostra il lavoro di preparazione, la cura nella ricerca delle location e nel casting, le difficoltà che i set possono presentare, il rapporto con gli artisti, l’autoanalisi necessaria per arrivare ad essere uno dei registi di maggiore richiamo a livello nazionale.
Il primo Industry Day del videoclip italiano
Giovedì 28 maggio si è tenuto invece il primo Industry Day del videoclip italiano. Blessato dalla Lombardia Film Commission, con un saluto della direttrice Angela D’Arrigo, l’incontro è stato caratterizzato da due ore abbondanti di dibattito sui temi caldi, AI e crisi del videoclip, prima di rilassarsi con un aperitivo di networking organizzato in collaborazione con WYN.
Il primo incontro, “AI, AI, che cosa mi fai?”, ha visto interloquire Lorenza Liguori e 2Riot (Gabriele Ottino e Sharon Ritossa). I tre ospiti hanno fatto un po’ di luce sullo stato dell’arte della genAI, entrando nei dettagli del loro workflow, dimostrando come l’utilizzo di intelligenza artificale generativa sia lungi dall’essere un procedimento semplice e alla portata di tutti. La sua complessità, dovuta anche alla rapidissima evoluzione di hardware e software, non è ancora stata colta dalla maggior parte dei commentatori e soprattutto dei committenti, che vi si affacciano spesso con superficialità.





L’atteso dibattito sul futuro del videoclip italiano si è aperto con due ampi interventi da parte di Lorenzo Silvestri, regista del duo Bendo, e di Francesca Pavoni, direttrice della fotografia. I due hanno tracciato un quadro della crisi che avvolge il settore da qualche anno a questa parte, ripercorrendone l’evoluzione, inclusi i vani tentativi di organizzare il settore.





Gli interventi non hanno puntato solo il dito sulla questione economica, anzi, rintracciando nella prigrizia/pavidità dei committenti e nelle tempistiche lavorative imposte dagli stessi le criticità più rilevanti. La loro invettiva non voleva essere però una critica fine a sé stessa: al lamento e alla semplice denuncia, i due oppongono un richiamo al coraggio dei creativi come unico antidoto al torpore della scena, auspicando il coinvolgimento in progetti più ampi, ambiziosi e innovativi - citando ad esempio il recente caso di Calcinacci, il cortometraggio di Fulminacci con cui Maciste ha scombinato lo schema tipico degli in-store, o il cortometraggio/video-album ibrido di Chiamare casa sempre lo stesso posto.
Gli interventi hanno evidenziato come le principali criticità del settore non siano solo economiche, ma legate anche alla scarsa ambizione dei committenti, ai tempi di lavorazione compressi e alla progressiva svalutazione del lavoro creativo. Dal pubblico hanno preso la parola Antonio Giampaolo, l’executive producer di Maestro è stato certamente il più applaudito, e Andrea Settembrini, produttore del collettivo Broga’s. I loro interventi hanno fatto emergere altri temi strutturali, come la mancanza di rappresentanza del comparto, le incertezze su tax credit e revenue dei video, il rispetto delle tempistiche di pagamento e delle professionalità coinvolte.
Il nostro auspicio è che l’incontro rappresenti soprattutto un punto di partenza per un confronto più ampio, al quale Videoclip Italia invita tutti i professionisti del settore a contribuire con proposte, critiche e possibili linee guida condivise.
Inoltre:
Maestro compie 10 anni e li celebra con un nuovo sito e un reel spettacolare che condensa l’enorme produzione videomusicale di questi anni
Su Billboard Pro (pay-walled) un paio di mesi fa era uscito questo articolo decisamente più ottimista del solito sul futuro del videoclip
Infine:



